domenica 22 maggio 2011

A Month.

Sì, sì. Un altro mese è passato senza che io mi sia fatta sentire.E vabbè, capita. Durante questo mese non è successo niente di grandioso, a parte io che sono diventata 18enne, sono andata al mio primo (e ultimo) ballo di fine anno, e mi sto preparando per il ritorno (solo 35 giorni, che per me non fanno neanche una settimana per una persona normale). Ma, come ho già detto, niente di grandioso.Per il compleanno mio e di Michael (che è nato lo stesso giorno dello stesso anno) abbiamo festeggiato in un ristorante cinese scelto da Michael e poi abbiamo aperto i regali mangiando una torta di cioccolato che nonostante sembrasse davvero brutta, era fantasticamente buona. Ufficialmente no, non ho 18 anni. Non posso guidare, non posso bere, non posso neppure giocare alla lotteria perchè qui non pago le tasse. No, ufficialmente non ho 18 anni.
Ma mentalmente di anni ne ho anche più di 18. Mi sento vecchia, e un compleanno durato dalle 3 di pomeriggio (mezzanotte in Italia) fino a mezzanotte del giorno dopo, non fa altro che farti sentire ancora più vecchia. E compiere 18 anni su un autobus mentre torni dalla tua scuola con gli armadietti blu mentre affianco a te scorrono degli autobus gialli, ti fa sentire ancora più vecchia.
Però la parte figa della giornata è stata che nella mia classe di Mate mi hanno cantato Happy Birthday in italiano, solo che era "Buon compleanno a te" invece che "Tanti auguri a te", ma erano carinissimi lo stesso. (Senza menzionare il biglietto per il concerto dei Maroon 5 il 10 Dicembre a Roma ---> I know, right?!)
Poi sono iniziati i preparativi per il Prom, che è preso più seriamente di un matrimonio in Sicilia (sì, anche le teste di cavallo morto nel letto). È stato figo. Figosamente stereotipato, ma figo. Ho indossato un vestito rosa (I know, right?) e ho scoperto che apparentemente al rosa io sto simpatica (ma il sentimento non è ricambiato).
Ho addirittura ballato e sono stata in una limousine per la prima volta. Il che è stato troppo figo.
Alla fine è arrivata la mezzanotte e Cenerentola è dovuta tornare a casa senza neanche rendersi conto che era mezzanotte.
E oggi sono tornata dalla ultima orientation di AFS. Non è stata triste come pensavo, ma ci ha fatto rendere conto che lo sarà triste, forse non ora, forse non tra un mese, ma triste lo sarà, prima o poi. Il problema è che un anno fa mi dicevo "Oggi è l'ultimo 22 Maggio in Italia." E oggi mi dico "Oggi è l'ultimo 22 Maggio negli Stati Uniti." E fa tanto male dirselo. Soprattutto se sai che qua non ci torni tra 10 mesi con un sacco di compiti da fare e una famiglia e degli amici che ti aspettano a Locotown.
Lo so, dovreste mancarmi. E mi mancate, giuro. Ma lì non ci voglio ancora tornare. Non adesso, che la scuola è quasi finita, non ho nessun QUEST di cui preoccuparmi (almeno da mercoledì alle 17:00 in poi), e stavo per scrivere "di Qui preoccuparmi" perchè non so più parlare in Italiano.
Ma vabbè. Questo era il racconto di un mese. Un po' moscio perchè sono stanca e ho ancora tanti compiti da fare. E domani proprio non mi va di svegliarmi alle 6:20. Ma devo. E sapete cosa mi farà alzare dal letto? Pensare che sarà l'ultimo 23 Maggio della mia vita in cui mi alzo alle 6:20 per andare a scuola negli Stati Uniti d'America.


E un GRAZIE INFINITO ai miei compagni di classe, che mi hanno fatto la sorpresa più bella delle 33 ore del mio compleanno. Vi voglio bene.


sabato 30 aprile 2011

Spring Break!

Mica potevo deludervi e non raccontarvi delle mie Spring Break! Sappiate solo che sto rinunciando ad una pila di compiti per lunedì che mi aspetta sulla scrivania, solo per voi (sì, ve ne sono eternamente grata)! Anyways, vediamo di raccontare con calma e dettagliatamente.

Day 1 - Departure: Siamo partiti alle prestissime 12.30. No, non AM, PM. Abbiamo orari ed esigenze diversi, noi. Abbiamo guidato per circa tre ore verso sud, sulla Highway 101 ("Driving down on 101, California here we come, right back where we started from," momento di nerdizzazione musicale), e siamo arrivati a Pismo Beach in serata. Abbiamo cenato in un locale messicano che, considerando le dimensioni delle portate, era probabilmente per elefanti.

Day 2 - Pismo Beach and ATVing: Mattinata su bordo piscina, pomeriggio ATVing. Gli ATVs sono delle macchine fighissime che ti fanno fare cose ancora più fighe su dune di sabbia. Io e Melissa avevamo, però, un Dune-Buggy, che è una macchina bassa e lenta, e che non cammina granchè neanche sull'asfalto. However, è stato parecchio figo, e io ho anche guidato un po' (no, non ci siamo bloccate 3 volte mentre tentavamo di salire su una duna). Per ulteriori informazioni su questi mezzi di locomozione, vedi Wikipedia, che io non le so spiegare bene queste cose. In serata siamo stati da alcuni amici a mangiare, con correlata passeggiata notturna nell'oceano. Awesome.

Day 3 - Santa Barbara and Los Angeles: Domenica abbiamo guidato ancora più a sud, direzione Santa Barbara. Dopo il milionesimo Subway in tre giorni, abbiamo passeggiato sotto le palme ed un sole che lo vedi solo nei film. E proprio un film è sembrato a me, che di lungometraggi girati in South California ne ho visti tanti, forse troppi.

In serata siamo arrivati ad Hollywood, e abbiamo fatto la famosa Walk of Fame e ammirato le impronte dei veri VIP davanti al Chinese Theatre. Poi un giro nei meandri di Beverly Hills, 90210 (per cui ho deciso che sposerò un very rich guy, e mi comprerò una casetta a tre piani con piscina e idromassaggi compresi nel prezzo, e quattro BMW parcheggiate nel vialetto), e per finire cena nel Piccolo Paradiso, ristorante italiano degno della mia approvazione.

Day 4 - Warner Brothers Studios: Ma veniamo ad uno dei giorni più eccitanti di tutti i sette. Lunedì abbiamo fatto un tour dei Warner Bros Studios (sì, quelli degli Animaniacs). Inutile dire che è stato fantastico. Abbiamo girato per i set di alcuni dei più famosi film e telefilm mai esistiti (Friends, E.R., Spiderman, Batman, Casablanca, My Fair Lady, Harry Potter, ecc. ecc.) e abbiamo visitato il museo delle "props", ovvero degli accessori di scena di film come Harry Potter, Inception, e Scrivimi una canzone (sì, c'era il notebook dove Hugh Grant e Drew Barrymore hanno scritto la loro "Way Back Into Love"!). Siamo stati scelti dal Cappello Parlante, ed è uscito fuori che io sono una Griffondoro (nonostante abbia sempre pensato, e bramato, di essere una Serpeverde). Dopo aver implorato la nostra cara guida, Jesse, ed un paio di telefonate dopo (di cui una potrebbe essere stata fatta a Dio per quanto ne so), siamo riusciti ad entrare sul set di The Big Bang Theory.
E sì, un BAZINGA adesso ci sta tutto. È stato troppo figo, provare la stessa emozione di un musulmano che raggiunge La Mecca. Oh yeah. Oh, abbiamo anche visto una celebrity, o per lo meno, io credo di averla vista, si tratta di Becki Newton, meglio conosciuta come Amanda di Ugly Betty, che ci ha salutato con il suo bimbo in braccio (che Wikipedia dice essere nato a Novembre, quindi i conti tornano: ERA LEI). Finito questo momento di gloria per nerd televisivi, ci siamo diretti ad Anaheim: Disneyland, here we come!


Day 5 - Disneyland: giustappunto prima di compiere i miei 18 anni e diventare "adulta" (LOL), ho avuto l'ooportunità di una vita di restare bambina e visitare il posto che ogni infante sogna di visitare. No, non è bello come ve lo aspettate. È di più. È il posto più magico del mondo, dove i sogni diventano realtà (scusate, dovevo dirlo). Ho conosciuto Mickey Mouse (yes, be jealous) e fatto un giro nelle famose Teacups di Alice in Wonderland. Poi un altro numero immenso di rides, che sarebbe anche inutile elencare tutte, perchè egualmente fantastiche: Indiana Jones, Jungle Cruise, Tarzan's tree house, Space Mountains, Pirates of the Carribbean (senza dubbio la migliore), e tantissime altre. In conclusione, una delle giornate più belle della mia vita.

Day 6 - California Adventure: è il parco di divertimenti accanto a Disneyland, un po' meno magico, ma assolutamente più gasante. Le rides più fighe:
  • Tower of Terror: un ascensore, costruito secondo la serie televisiva The Twilight Zone, che sale e scende per 52 metri alla velocità della luce;
  • California Screaming: le montagne russe più fighe che abbia mai fatto, e che sì, ti fanno davvero gridare come una ragazzina;
  • Soarin' Over California: uno schermo che proietta immagini dei posti più belli della California mentre sei seduto su un sedile che simula un aeroplano, che ti fa sembrare di volare sul serio;
  • Grizzly River Run: un viaggio per le cascate da cui esci non bagnato, di più.
Ammetto che queste sono le uniche che ricordo, quindi le più fighe. In serata abbiamo ammirato lo spettacolo dei fuochi d'artificio che c'è ogni sera a Disneyland, e che a San Rocco gli fa un baffo.

Day 7 - UCRiverside: Giovedì abbiamo visitato il college che Michael frequenterà a partire dall'anno prossimo. Sì, è tutto come nei film.

Ebbene sì, il giorno del ritorno in patria è arrivato, e ci si prepara per un lunedì da paura a cui seguirà uno dei mesi più pazzeschi di sempre (che spero passi davvero in fretta).
Spero di non avervi annoiato. Se vi ho annoiato, pazienza. L'avete chiesto voi.

In conclusione, le Vacanze di Primavera più fantastiche della mia vita. Oh yeah.


martedì 19 aprile 2011

Prom! (#1)

Dai che sto diventando sempre più brava! È passatasolo una settimana e già sto aggiornando questo blog. Assurdissimo.
Anyways, volevo solamente raccontare del mio PromPromPROM! Potete lasciare domande e commenti sotto, ma intanto vi dico subito che è esattamente come nei film, solo che questa volta era ancora più cinematografico perchè non era la mia High School, ma quella di Sisi, una mia amica exchange student brasiliana,
dove quattro quinti della popolazione studentesca sono seriamente BIANCHI, invece che il povero un quinto che nella mia scuola combatte contro il resto dei tizi asiatici e indiani.
A parte questo assurdo fatto geografico, è stata una piacevole sfilata di moda (anche se la metà del vestiti era comprata da Macy's, compreso il mio!), e io e Sisi ci siamo divertite a prendere in giro i vestiti strani e quelli terribilmente terrificanti, ma anche ad elogiare quelli non-così-particolarmente-terribili.
Il tutto si è svolto su una barca in mezzo alla baia di San Francisco, e a metà del viaggio siamo addirittura passati sotto il Golden Gate Bridge, il che è stato particolarmente figo e gigantenormesco. Ma figo.
Niente tipici drammi da Prom (anche se io non conoscevo assolutamente nessuno, quindi non avrei comunque potuto sapere anche se ce ne fossero stati),
ma sono stati incoronati la reginetta e il re del ballo (haha! troppo stereotipicamente divertente).
Il Prom si è concluso con io che avvisto in lontananza gli unici ragazzi indiani della festa che, avvicinandosi, riconosco essere due tizi della mia scuola (di cui uno era nella mia squadra di Dodgeball): quando dici che il mondo è piccolo!
E questo era il racconto del mio primo ufficiale ballo americano.
Intanto la scuola procede normalmente, per soli altri due giorni. Esattamente, solo due, poi saremo in Spring Break! E noi ce ne andiamo a Los Angeles, a lasciare le nostre impronte sulla Walk of Fame e a stalkerare Sheldon Cooper negli studi della Warner Bros.
Tenterò di aggiornare dalla California del Sud. Intanto vi lascio con un bel BAZINGA!, che ci sta sempre.

martedì 12 aprile 2011

I Don't Even Know.

Mi sa che è arrivato il momento. Di aggiornare, anche se brevemente, sulla mia vita. Dopo un po' Blogger mi si apre automaticamente e mi urla "Ti prego, aggiornami!" Oggi non ne potevo più di ascoltarlo lagnarsi, quindi ecco qua.
Non vi siete persi molto dall'ultima volta che ho aggiornato, a parte che ho quasi finito il QUEST (mi manca un'ultima presentazione il 23 o 24 maggio e potrò finalmente diplomarmi), e non so più scrivere in italiano se non traducendo letteralmente idioms e frasi prettamente inglesi. Fail. Già mi sta salendo l'ansia per quando dovrò ricominciare a scrivere temi e compiti in classe in italiano. Diamine. Vabbè, passiamo alle cose festose ed allegre.
Starmites, il musical di primavera, è terminato. Lo so, lo so. Avevo detto cose festose e allegre, ma questo è sempre meglio dei compiti in classe di italiano. Sono parecchio triste, anche se abbastanza felice. Adesso posso dilettarmi con la visione di Spongebob per un intero pomeriggio invece che essere a scuola fino alle dieci, però mi manca dipingere le facce della gente, soprattutto delle tizie antipatiche a cui facevo i disegni più brutti solo per lo sfizio di farle diventare orribili sul palco. Purtroppo è finito. E Sabato ser
a, mentre sul palco accettavo la mia rosa e ascoltavo tutti elogiare Ms. J per i 36 anni della sua carriera finiti proprio quella sera, io mi sono resa conto che, non saranno 36 anni, ma comunque 242 giorni sono passati. E solo 75 ne mancano alla fine di questa giostra. Sì, una lacrima è colata sulla arida guancia di Francesca-che-dipinge-male-le-facce-delle-persone-che-le-stanno-antipatiche. Ma è troppo presto per piangere. C'è ancora il latte da versare.
Haha. Come sono divertente. Anyways, di latte ce n'è, e ce n'è tanto. Sabato sera, per esempio, andrò al Prom di Sisi, un'altra exchange student brasiliana che vive a San Mateo. Il mio primo Prom ufficiale, e, diciamo, una prova in costume del mio vero Prom, che sarà il 14 Maggio.
Il vestito? Haha. No. O perlomeno, ancora no. Nonostante Lauren mi ripeta da un mese che dovrei iniziare a cercarlo. Ma lei è anche quella che mi dice che dovrei trovare un vestito rosso, perchè il rosso mi sta bene. Quindi ho smesso di fidarmi di lei.
Aggiornamento gratuito concluso, suppongo. Non c'è niente di buono da dire, o almeno non mi viene niente.
Passo alla parte emozionale ed emozionante. Yay.
Mi mancate? Sì. Voglio tornare? No.
Quando sono arrivata qui, niente mi sembrava come a casa mia. Sì, era tutto eccitante e figo (e americano), ma sapevo che quello dove dormo non era il mio letto, che non avrei dovuto avere un armadietto a scuola, che la cena non era il mio pranzo. In questo ultimo mese, ho avuto tante rivelazioni. Non so come le chiamate lì da voi, qui li chiamamo "blasts." Il sole del pomeriggio su una desolata Paseo Padre è lo stesso che splende sulla trafficata Piazza Marconi. Il mio caffè ha quel dopogusto che solo un vero caffè italiano può avere. Il mio autobus per tornare a casa da scuola è solo rosso e verde, ma è sempre SUD-EST. La cena alle sei del pomeriggio ha lo stesso sapore di un pranzo alle due e mezza. Persino la musica ha finalmente lo stesso effetto che aveva mentre percorrevo lo Stradone di Locorotondo.
E potranno non essere chianche, potranno non essere Trulli, o, per quanto ne vale, Cummerse, ma queste è casa mia. Finalmente. Ci sono voluti sei mesi, ma ce l'ho fatta.

There's no place like home.
Quale delle due?


mercoledì 9 marzo 2011

Miscellaneous.

Io ci sto provando davvero a scrivere questi due saggi e quella presentazione. E a studiare per il mio SAT. Ma trovo sempre da fare qualcosa di meglio. Tipo non scrivere i due saggi e la presentazione o non studiare per il mio SAT. La cosa peggiore che mi può capitare alla fine è che mi prendano alla Stanford invece che ad Harvard. Quindi non mi va tanto male.
E invece qualcosa di meglio capita davvero sempre. Tipo mia sorella Graziana e Marika che casualmente si fanno una passeggiata da queste parti. Heck yes. Sono stati i tre giorni più intensi di sempre. E non parlavo così tanto dall'11 Agosto. Figurarsi in italiano.
È stato proprio figo. Abbiamo mangiato Thailandese, guardato The Birds by Hitchcock (e sì, ho pianto e mi ha fatto paura, ok?), visitato la mia scuola (mi piace che la chiamo la MIA scuola nonostante non sapessi neanche che esistesse fino a otto mesi fa), visitato il classico American Mall (con Macy's correlato), cercato il mio vestito per il Prom nel reparto delle principesse del Disney's Store, lottato per un punto di vantaggio in una partita di bowling (ho vinto io, ovvio), fatto un tuffo nell'oceano (un tuffo non completo, nonostante la voglia fosse tanta), ammirato la nuvola che copriva il Golden Gate Bridge (quando dici che in California il tempo è sempre bello), pranzato alla Cheesecake Factory (con correlati refills ed Emili cagneschi), e chi più ne ha più ne metta.
In conclusione sono stati tre giorni (o quattro, non ricordo) particolarmente intensi, e non scleravo così da tanto tempo (il che mi ha fatto abbastanza bene, suppongo). Adesso devo ancora riprendermi totalmente (ergo riuscire a dormire per otto ore di seguito almeno una notte).
A parte questi eventi familiari, la vita scorre parzialmente uguale a quella che è sempre. Mi sembra di non avere mai tempo (maledetti Facebook e Twitter) e il QUEST mi sta tirando via anche il secondo rene, ma per il resto tutto uguale. Oggi abbiamo iniziato le qualificazioni per il dodgeball e devo dire che la mia squadra non fa particolarmente schifo, ma non mi sorprenderò se perderemo al primo round. E invece "Soft Kitty" regna sovrana in questa casa, dove di The Big Bang Theory ci si droga. Che bello. Che bello essere la causa di tanta perdizione e distruzione. Heck yes.
Ho appena notato che in ogni post che scrivo ho una frase comune e ripetuta parecchie volte. Bah. Sarà che come sclera il mio italiano, sclera anche l'inglese.
Questo è quanto. Cercherò di essere più frequente nel postare qualcosa, così non dovrò scervellarmi per ricordare tutto quello che volevo scrivere. Intanto vi dico che per il prossimo post potrei avere una sorpresa sensazionale. Oppure per quello dopo il prossimo. O per l'altro ancora. Dipende da quando riesco a recuperare il sonno e il lavoro perduti. E mi scuso con tutti quelli a cui non ho risposto alle mail (sinceramente non mi ricordo neanche se c'è qualcuno, ma meglio prevenire che curare): Facebook mi risucchia mentalmente e fisicamente, ma mi dimentico sempre di aggiornarlo o di rispondere ai messaggi privati. Sorry. Non uso neanche la chat, perchè fino ad ora che ci ho pensato, neanche mi ricordavo che Facebook avesse una chat. Diciamo che mi serve solo a stalkerare gente, niente di più niente di meno.
E adesso sto vagabondando tra pensieri che certamente non porteranno alla conclusione di questo post. Quindi addio. E se volete scrivermi, scrivetemi. Ma, vi prego, aggiornatemi sulla VOSTRA vita, che della mia so già abbastanza.

domenica 27 febbraio 2011

Aspettando la Neve.




"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."
La Luna e i Falò - Cesare Pavese

Questo post è dedicato a Locorotondo. Non agli abitanti di Locorotondo, o alla mia famiglia di Locorotondo, o al Lungo Mare di Locorotondo. Questo post è dedicato a Locorotondo.

Avevo sette anni quando, sfogliando Paese Vivrai, leggevo questa frase. P
ensavo che Cesare Pavese stesse parlando di Locorotondo, non della fattoria della Mora nella Valle del Salto. E un decennio dopo mi sono ritrovata a leggere La luna e i falò e a comprendere davvero quelle parole.

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.

E penso che un po' mi manchi, L. Non troppo. Quello che basta.
Mi manca il tuo candore e quell'aria superba che sovrasta la Valle d'Itria.
Mi manca sapere che sono solo a 6 km da te, e posso raggiungerti con il primo pullman di linea.
Mi manchi, L.
Ma so che sei lì, ad aspettarmi. Pazientemente.

Oggi è uno di quei giorni in cui ti svegli e pensi in italiano. E sai che non dovresti. Pensare in italiano, intendo. Ma continui a farlo. Poi ti viene un lampo e ti accorgi che puoi sfruttare questa occasione per aggiornare il tuo blog. E allora inizi a scrivere, ma non sai più scrivere le parole correttamente, e ti chiedi se "dovresti" si scrive "doVESTRI" o "doVRESTI." Poi ricordi come si scrive, lo pigi sulla tastiera, e appare sullo schermo. Ma c'è ancora qualcosa che non quadra. Chissà come si scrive davvero.

Oggi è uno di quei giorni in cui ti svegli e pensi in italiano. E non puoi farne a meno. E ti ripeti che stai vivendo l'esperienza più bella della tua vita, ma un po' un po' ti mancano le stradelle e il profumo delle polpette al sugo, e la nonna che ti prepara il panino con prosciutto, e il nonno che ti offre il vino a colazione, pranzo, e cena, e i tuoi cugini che ti pagherebbero per farsi portare al parco giochi, e il pullman della SUD EST che dovresti odiare ma che rimpiangi tanto, e tuo fratello che ti scoccia sempre ma a cui alla fine vuoi bene, e il tuo libro di filosofia in cui ogni tanto speri di immergerti per dimenticarti tutto il resto.

Oggi è uno di quei giorni in cui ti svegli e pensi in italiano.

Ma al paese tuo non ci vuoi ancora tornare.

domenica 30 gennaio 2011

Something.

Ok. Avete tutto il diritto di uccidermi.
Disintegrarmi. Scuoiarmi viva e appendere la mia pelle accanto alla vostra arte francese in salotto. Mi merito tutto quello che volete farmi.
Sono passati quasi due mesi da un aggiornamento serio, e qua la gente inizia a preoccuparsi, lo so. Quindi adesso Francesca scrive questo post tanto bello e dettagliato così la gente smette di preoccuparsi ed è felice. E non la scuoia viva.
Ebbene, le festività natalizie sono passate (fortunatamente o purtroppo, ancora non so), e la vita è tornata alla normalità. Se di normalità si può parlare, perchè in realtà il "dopo-vacanze" è stato parecchio drammatico.
1. La Befana non esiste. O meglio, esiste l'Epifania per i comuni cristiani, ma niente Befana. Esatto, niente calze, carbone, cioccolate, e soprattutto... scuola il 3 Gennaio. Sì, scuola il 3 Gennaio. Che mal di cuore.
2. La Befana non esiste.
3. La Befana non esiste. (Questa cosa ha lasciato un segno profondo dentro di me, anche se la mia cara mamma americana si è trasformata nella mia Befana personale per un po'.)
A parte il fatto che la Befana non esiste, tutto il resto è stato abbastanza normale. Vi farà piacere sapere che qui ci sono 20 gradi a Gennaio, e le magliette a maniche corte non passano mai di moda. E venerdì scorso mi è successa una cosa davvero strana: sono finiti i finals (vedi prossimi paragrafi), tutti felici e contenti perchè è terminato il primo semestre, tutti urlando nei corridoi, tutti vestiti d'estate, e io che pensavo fosse l'ultimo giorno di scuola. È stato terribile realizzare stamattina che non solo mi manca un altro semestre ma, a differenza di tutti gli altri seniors qui a scuola, mi manca anche un altro anno. Evviva la tristezza.
Due settimane fa siamo stati a Yosemite, un posto "lassù, sulla montagna, con la neve alta così." Sì, c'era anche la neve. Super-yay. È stato particolarmente figo e divertente. Yay, yay 2, yay 3.
Lo scorso weekend, invece, c'è stata la mid-year orientation di AFS: inutile dire che è stato intensamente deprimente e divertente allo stesso tempo. Praticamente quasi tutti vogliono tornare a casa, c'è chi non ha amici, chi ha problemi con la famiglia, chi odia l'America (WTF?!). E io ero (come al solito) la povera reietta-weirdo-depressa che qua ci sta da Dio e non ci vorrebbe mai più tornare in Italia.
La parte divertente del campo è stata quando ho ricevuto la mia spilletta stupendissima con le due bandiere (italiana e americana) che posano come al Dono di San Giorgio perchè sono cinque mesi che siamo qui e, anche se non ufficialmente, abbiamo ricevuto la cittadinanza americana (un po' come gli Alcolisti Anonimi e le loro spillette delle serie "Sono sobrio da cinque minuti").
Anyway, come ho preannunciato nel precedente paragrafo, la settimana scorsa è stata la settimana dei finals. Praticamente i compiti e le interrogazioni mensili italiani tutti concentrati in tre giorni. In realtà ho fatto solo due finals seri, PreCalc e Government, e Cooking (se volete contarlo come final serio). Il problema è che l'ultima volta che avevo studiato per tre giorni di fila è stata a Giugno dell'anno scorso per la mia ultima interrogazione di filosofia: esattamente 8 mesi.
Potete immaginare l'effetto che mi ha fatto e la tristezza che mi è salita realizzando che mi sono completamente disabituata allo studiare seriamente e che in realtà adoro fare solo test le cui risposte sono facilmente intuibili grazie alla mia super-mega-galattica intelligenza (bragging time). Yay.
Per il resto la vita trascorre normale. Oggi piove su quel di Fremont, ci sono 12 gradi (fa quasi freddo!), e nonostante la prossima dovrebbe essere una "stress-free week", io ho già compiti da fare. Yay 5.
Sì, dico troppi yay. Ma che ci volete fare, sono una yay-person. Bene, spero di aggiornarvi al più presto, ma per ora vi saluto calorosamente.
Sì, calorosamente. Yay.