lunedì 1 novembre 2010

Halloween.

Bene. E’ ora di raccontare il mio primo Halloween. E sperando intensamente, non l’ultimo. Inutile dire che quello che in Italia viene barbaramente chiamato “Halloween”, non si avvicina neanche lontanamente a quello che in effetti è Halloween in America. Halloween negli US è come Natale per noi. E’ una festività sacra. E’ un culto. E’ qualcosa che fa interamente parte della tradizione statunitense. E sì, anche gli adulti si mascherano. Non c’è età per i festeggiamenti (a parte per il trick or treating che è consigliabile fino ad una età media di 18 anni, poi sei davvero troppo vecchio). Inutile dire che ho “carvato” la mia prima pumpkin. Che è stata una figata. Intagliare le zucche è come decorare l’albero di Natale (non so perché continuo a paragonare Halloween a Natale, sono stanca). Ed è incredibilmente più facile di quello che credevo sarebbe stato. In realtà il mio disegno è stato particolarmente semplice: due triangoli come occhi, uno come naso e il merlo di una torre come bocca. Ma c’è gente che si impegna sul serio e ci sono addirittura competitions di carving, con disegni elaboratissimi di pipistrelli, streghe che volano su manici di scopa o gatti neri che dovrebbero portare sfiga.

Domenica sera, poi, siamo andati trick or treating con Michael, Casey, Sarah and Amy, rispettivamente Kermit the Frog, Ms. Piggy, Bo Peep e a little child. What about me? Io ero una Geisha, per la gioia di Vita (a Carnevale dell’anno prossimo prometto che ci organizziamo). Ok. Trick or treating è come nei film. Uguale uguale. Fantastico. Di casa in casa a chiedere candies fino ad averne una borsa piena e 500 mila pounds da prendere nei due giorni dopo. Una mia compagna nella cooking class mi ha spiegato così questa tradizione “Trick or treating means candies. Candies are sugar. Sugar is fat. Americans are fat. That’s why Americans love trick or treating.” Pretty self-explainatory, right? Anyway, anch’io ci ho guadagnato un bustone pieno all’ennesima potenza di calorie e una closer vision delle casette americane e delle tenerissime bimbe vestite da fatine che ricevono sempre il doppio dei dolcetti di una Geisha diciassettenne. Chissà perché.

Ops. Dimenticavo. Venerdì sera, in puro spirito halloweeniano, siamo andati ad Oakland, al Paramount Theatre, un posto troppo troppo figo in cui proiettano vecchi film. Abbiamo visto Dracula. Versione originale degli anni ’30. Con Bela Lugosi. Che, detto tra noi, ha gli occhi più inquietanti/slash/ridicoli dell’universo. Fantastico. Considerando il tizio seduto affianco a Kyle che ci ha regalato degli insetti di plastica che ora giacciono qui accanto a me, è stata una serata piuttosto cool.

I Giants hanno appena vinto la World Series. Che poi, World… solo gli Stati Uniti giocano a baseball. Ma anche World va bene. E diciamo pure che ci volevo io in California per farli vincere dopo 56 anni. Oh yeah.

1 commento:

RES ha detto...

e meno male che non si avvicina a quello degli usa, guai a prendere spunti da loro, su qualsiasi cosa ....